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Esce in libreria "Io, Rocco - l'autobiografia di Rocco Siffredi"
edita da Mondadori. Ecco un estratto: "Quando ho iniziato questo
mestiere ho avuto la fortuna di lavorare con tante pornostar che dovevano
il loro successo alla grande esperienza accumulata in anni di lavoro.
La prima tra queste è stata Moana. Era l'inizio dell'86 e lei
era a Roma per il suo primo film. Per me era la seconda esperienza.
Una ragazza dolcissima, molto alta, con i capelli lunghissimi biondo
naturale, fisico atletico, dotata di portamento e femminilità
da lasciare senza fiato. Con Moana è nato subito un bel rapporto,
un grande feeling, e in tutti i suoi film successivi lei ha continuato
a volermi come suo partner fisso. Moana era una persona molto riservata
nella vita e soprattutto sul set. Durante le pause delle riprese se
ne stava sempre nel suo camerino, e io ero l'unico al quale permetteva
di entrare. Facevamo grandi chiacchierate sul volo e sullo sport in
generale, condividevamo le stesse passioni sportive. All'inizio della
carriera era molto timida, tipico delle attrici italiane. Non si lasciava
andare davanti alla troupe, aveva quasi vergogna. In seguito, dopo i
suoi primi film negli States, Moana era completamente cambiata. Aveva
capito molto di più sul suo mestiere, e su che tipo di lavoro
doveva fare su se stessa per riuscire al meglio. Cosi, appena rientrata,
è diventata da subito, con la sua bellezza, la più grande
pornostar italiana di tutti i tempi. Perché da quando questa
magnifica ragazza è venuta a mancare, il panorama italiano non
è mai più riuscito a rimpiazzarla; io credo, sinceramente,
che resterà insostituibile". "Non fu affatto semplice
prendere la decisione di diventare attore di film porno. Alcuni dei
miei fratelli la presero molto negativamente. Non capivano le mie scelte,
e tanto meno riuscivano a capire come mia madre avesse potuto lasciarmelo
fare. Quando ho avuto il consenso dei miei genitori, e soprattutto quello
di mia madre, l'unica, in verità, che avrebbe potuto mettermi
in seria crisi se non mi avesse approvato, a questo punto ero tranquillo.
II consenso di tutti gli altri non era fondamentale per le scelte della
mia vita. Effettivamente, ci sono stati non pochi attriti. A cominciare
dal medico di famiglia. Mi fece chiamare, io già immaginavo di
cosa intendesse parlarmi. "Sarai ghettizzato, sarai escluso, sarai..."
Al terzo "sarai" me ne sono andato. "Buona giornata,
dottore. Per non parlare dell'ipocrisia degli amici che mi dicevano:
"Fai bene, magari potessimo farlo noi..." e poi sparlavano
alle mie spalle. Oggi sarebbe un po' più semplice, ma vent'anni
fa era davvero scandaloso. I condomini venivano in processione da mia
madre, chi per biasimarla, chi per rincuorarla. Carmela, mia madre,
per un periodo di tempo è rimasta zitta ad ascoltare tutte le
loro chiacchiere, poi un giorno, all'ennesimo squillo di campanello,
ha aperto la porta e ha detto: "Senti, gli ho fatto un cazzo così
(indicando la misura con le mani!) e lui ci fa quello che gli pare!".
Da quel giorno non si è più visto nessuno sul nostro pianerottolo
per compiangere la mia povera mamma. Non nascondo che tutte queste critiche
mi hanno fatto vivere un po' male l'inizio del mio lavoro. Perfino io,
la prima volta che mi sono visto sullo schermo, al cinema, ho provato
una vergogna terrificante perché tutti i tabù radicati
nella mia mentalità d'origine sono improvvisamente riaffiorati
in quel momento. Mi vedevo tutto d'un tratto come pochi uomini si possono
vedere in vita loro, da dietro, con i testicoli, i glutei e l'ano che
si muovevano freneticamente. II primo pensiero che ho avuto è
stato: "Ma che schifo! È disgustoso...". Poi, verso
il terzo film, questo fastidio e questa vergogna sono scomparsi".
"Un'altra persona che occupa un posto rilevante nella mia carriera
è Teresa Orlowsky, un'attrice tedesca di origine polacca. Se
esistesse un modo per clonare la perfetta pornostar, io sicuramente
clonerei lei. Teresa è una di quelle donne dalla grande femminilità,
estremamente sensuale, che emana erotismo animale. Un corpo da vera
femmina, e la cosa che più mi faceva impazzire di lei è
che restava bagnata per ore e ore. Non l'ho mai vista usare un tubetto
di lubrificante né davanti, né dietro. La scena più
indimenticabile della mia vita professionale con Teresa fu all'inaugurazione
del suo nuovo superstudio di Hannover: era un'orgia con le star americane
degli anni Ottanta. Erika Boyer, Barbara Dare, Porche Linn, Tracy Adams,
e con il grande Tom Byron. La scena fu incredibilmente lunga, iniziammo
le riprese verso le dieci del mattino e, ininterrottamente, andammo
avanti fino a tarda sera. C'erano tantissimi problemi, legati all'inesperienza
dei tecnici sulle nuove apparecchiature, e il marito di Teresa ci faceva
ripetere la stessa scena all'infinito. Gli americani, incazzati neri,
continuavano a chiedere lubrificante. "Lub, please, more lub, fuck
more lub." E via via cominciavano ad abbandonare il set. Restammo
soltanto io, Teresa e Tom. Fu una cosa incredibile. Lei è rimasta
bagnata tutto il tempo, senza mai utilizzare una goccia di lubrificante,
aveva la fica e il culo paragonabili alle cascate del Niagara. Non diceva
mai basta, io e Tom continuavamo a prenderla, era una scena di doppia
penetrazione, finché il marito non ci ha dato lo stop. Teresa,
oltre alla sua provocante bellezza da mora e la sua eleganza, era anche
una donna appassionata del suo lavoro di attrice. Io la considero, secondo
la mia personale visione di come dovrebbe essere la perfetta pornostar,
la più grande che sia mai esistita in Europa. Prima che lasciasse
questo ambiente, avevamo un rapporto di amicizia molto stretto: ero
il suo attore preferito. All'epoca avevo poco più di vent'anni
e dopo le riprese lei veniva a passarmi il sapone sotto la doccia, si
prendeva cura di me come se fossi suo figlio. E il debole per me le
è costato numerosi litigi con suo marito. Spesso, durante i servizi
fotografici dopo le riprese, Teresa voleva che mentre la sodomizzavo
continuassi a muovermi mentre lei si masturbava e aveva orgasmi a ripetizione.
Suo marito, vedendola in quello stato di eccitazione, le gridava: "Teresa!
Teresa! Smettila!". Allora lei mi guardava con i suoi occhioni
neri e mi mormorava sottovoce: "Non smettere, che sto per venire".
Suo marito, fuori della grazia di Dio, più di una volta ha preso
la macchina fotografica e l'ha sbattuta per terra. Quando si sono separati
(ma non per colpa mia!) hanno creato due case di produzione distinte.
Una sera sono stato invitato a cena dal suo ex marito. C'era il fior
fiore degli attori che lui era riuscito a convincere a lavorare solo
per lui e non con Teresa. Nel momento in cui sono entrato, lui si è
alzato in piedi e ha gridato davanti a tutti: "Rocco, se ti siedi
a questo tavolo significa che hai deciso di non lavorare più
con Teresa. Ma se scegli lei, vuol dire che non lavorerai più
nel porno". Lui mi conosceva e sapeva che non sono il tipo che
lascia correre un tono così sgradevole, tuttavia mi limitai a
prendere definitivamente atto della sua idiozia, e me ne andai scegliendo,
una volta per tutte, di lavorare solo con Teresa. Da quel giorno lui
iniziò la sua campagna contro di me, spargendo la voce che avevo
l'Aids.
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