(Esclusiva Preziosa
by Debora Attanasio) Tempi duri se persino alla festa di compleanno
dell'ottantenne magnate di Playboy Hugh M. Hefner si stringe la cinghia.
L'andazzo si preconizza già dall'ingresso quando, dopo il controllo
al cancello, a metà della strada fatta di tornati che porta a Villa
Miani un addetto invita a parcheggiare chi è arrivato con mezzi
propri e lo incita a proseguire a piedi, in salita, a lampioni spenti,
con la luna nera, senza che a nessuno sia venuto in mente di segnare il
cammino con qualche fiaccola. Arrivati in cima alla collina si scopre
che l'happening non è all'interno della villa ma in un grande gazebo
eretto nel giardino dove si presumeva ragionevolmente che avrebbe dovuto
fare caldo, vista la data del primo giugno, ma alcune stufe ad ombrello
mantengono la temperatura a livelli accettabili. L'ambiente è saturo
di candele profumate, tutte quelle che mancavano lungo la strada poco
prima. Poi, dando un occhiata alla popolazione, si intuisce che la metà
potrebbero essere state accese dalle stelline presenti per ringraziare
la Madonna che gli ha fatto rimediare l'invito. Ma le aspettative miracolose
sono disattese. Chi si aspettava di fare incontri utili alle public relation
si ritrova faccia a faccia con i soliti noti: di ospiti venuti da oltreoceano,
manco l'ombra. Hefner il poligamo e le sue tre attuali compagne Kendra,
Holly e Bridget sono rintanati in un angolino di un privè tappezzati
da manifesti del canale E! Entertainement, chiusa da catenella di sbarramento:
roba mai vista dai tempi dei Duran Duran, quasi incombesse una grave minaccia
terroristica sulle teste degli ospiti. E a farlo credere, gli ottusi golem
del servizio di sicurezza sono bravissimi: incapaci di riconoscere i personaggi
in sala, creano un muro impenetrabile, ti si parano davanti se cerchi
di fare una foto al vecchietto (ma cosa pensavano fosse venuta a fare
la gente?) e provocano più di un incidente diplomatico. L'onnipresente
Patrizia de Blanck viene invitata ad allontanarsi, l'eburnea starlette
di Schicchi Edel Weiss, (ospite dell'organizzazione, non imbucata) fatica
a varcare la catenella, e così via. La spuntano senza problemi
Ilona Staller che, grazie al cielo indossa una coroncina di strass che
la rende riconoscibile anche al caso più disperato, e Sylvie Lubamba,
che entra sempre dappertutto.
Il tavolo del buffet, come si prevedeva dall'orario strategico da dopocena
riportato sull'invito, è sconfortante: una manciata di finger food
e la scelta tra poche bibite: prosecchino e spumante di marca media, Cola
light, aranciata e acqua minerale servite da camerieri che a mezzanotte
fingono già di essere sordi. Fabio Canino si tiene ai margini della
sala ed osserva a debita distanza, ma guardandolo è inevitabile
(e doloroso) il confronto con l'impeccabile party organizzato esattamente
un anno fa dall'editore Salani per lanciare il suo libricino, benedetto
da immensi tranci di bufala, portate di pesce che si rigeneravano magicamente
sul tavolo e intrattenimento musicale col delizioso intermezzo live di
Gennaro Cosmo Parlato.
Troppo protetto, Hefner perde di attrattiva e gli ospiti sciamano: Giampiero
Ingrassia rimane nell'unica saletta accessibile della villa, le sorelline
Carrisi, Romina e Cristel, si agitano davanti agli obiettivi, Raffaello
Balzo, in coppia con l'amico del cuore e collega Nicola Canonico, ha la
faccia di uno che custodisce un terribile segreto che inizia con "L'Iso"
e finisce con "osi". Simone Inzaghi è l'unico calciatore
in sala.
A notte fonda la folla viene divisa come il Mar Rosso: deve fare il suo
ingresso la testimonial della serata Valeria Marini, sdraiata su di una
lettiga di compensato spennellata con vernice color ambulanza. Probabilmente
anche il suo cachet si è mangiato metà del budget e giustifica
il risparmio su dettagli. Valeriona canta in stile Marilyn "Happy
Birthday mister Hefner", rilascia un'intervista nel privè,
trascorre i restanti minuti dando le spalle alla folla che si assiepa
intorno alla gabbia e poi sparisce nel nulla. Quando l'effetto della minestrina
al Gerovital termina, anche Hefner se ne va alla chetichella seguito dalle
mogliettine ingobbite dalle tette siliconate e dal mal di piedi da tacco
quindici, e tutti si rilassano un po'. Ci sono il signore e padrone degli
Studios Daniele Taddei, con la fidanzata Maura Leone, e la musa di Pupi
Avati Chiara Sani, mescolati alla corte di Stracult composta da Lillo
& Greg e l'eterea Helena Bouryka. Nel privè rimasto vuoto,
un uomo si sdraia sul letto a baldacchino e inizia a leggere una copia
di Playboy. Lo raggiunge una ragazzotta bruna che, nell'indifferenza generale,
si spoglia e cerca di convincere il lettore a degnarla di uno sguardo.
L'audio che dovrebbe accompagnare la messa in scena proviene dall'altra
parte della sala e non si sente, il buio, che perdura nella zona, non
aiuta gli sforzi della spogliarellista. "E' una performance o sta
accadendo davvero?", si chiede senza ironia un giornalista di Sky
TG24. L'atmosfera si fa noiosetta, le donne si distraggono appropriandosi
delle rose sui tavolini e delle piume di struzzo della scenografia, sparse
a mazzetti un po' qua e un po' là. Verso le tre si accendono le
luci come si fa in discoteca per cacciare gli irriducibili e ci si rende
conto che qualcuno le orecchie da coniglietta l'ha pure indossate. Lillo,
il comico, se ne infischia e continua ad intrattiene gli amici con storie
di vita vissuta: il momento più felice della serata. La festa è
finita, ma mentre tutti escono, fanno il loro ingresso Antonio Zequila,
con bionda al braccio e Vittorio Sgarbi, in tempo in tempo per godersi
la scena clou che sigilla l'evento: i golem che afferrano saldamente gli
avambracci delle signore all'uscita e sequestrano le piume di struzzo.
Che tristezza. |